ASSOCIAZIONE CULTURALE CANNABIS INFO
Siamo un gruppo di ragazzi a cui sta a cuore lo sviluppo di idee alternative legate all’ambiente e alle problematiche sociali.
La canapa può essere una risorsa valida per contrastare l’uso e l’abuso di prodotti chimici che continuano a prendere sempre più piede nella nostra cultura. Ci troviamo di fronte ad una società che criminalizza l’uso di questa pianta limitando le sue numerose funzioni.
Depenalizzando l’uso di questa pianta si potrebbero sostituire petrolio e derivati con materiali ad impatto ambientale equivalente a zero.
L’obiettivo di questa festa è di informare e sensibilizzare le persone riguardo alle tematiche di seguito illustrate.
Tutti i materiali e gli alimenti in canapa usati durante la festa sono privi di principio attivo.
CARTA DI CANAPA
L’uso della fibra di canapa per produrre carta risale a più di 2000 anni fa. Attualmente solo il 5% della carta mondiale viene realizzata con piante annuali come la canapa, il restante 95% deriva dalla deforestazione delle risorse boschive mondiali. La canapa non necessita di pesticidi ed erbicidi e produce fibra da tre a quattro volte in più per ettaro all’anno rispetto ad altre tipologie di piante.
CANAPA NELL’EDILIZIA
Già da 10 anni in Francia vengono costruite e realizzate case utilizzando materiali edili ottenuti partendo dalla canapa. Questa pianta, grazie alle proprietà collanti delle sue resine, può essere utilizzata per produrre intonaci e mattoni. Già da tempo viene impiegata sia come isolante termico che sonoro in tutti i tipi di abitazione.
OLIO DI CANAPA
L’olio di semi di canapa è un alimento che si ricava per spremitura a freddo dei frutti della pianta di canapa.
L’olio che si ricava da questa pianta ha un grande pregio cosmetico in ragione del suo elevato contenuto di acidi grassi insaturi. In cosmesi si propone come ingrediente indispensabile in tutti i prodotti destinati al trattamento di pelli secche, disidratate e senescenti.
L’olio di canapa è particolarmente ricco di acidi grassi essenziali e, a differenza di altri olii vegetali, contiene un rapporto ottimale di grassi Omega 3 e Omega 6 e non promuove accumulo di prodotti metabolici.
AUTO DI CANAPA
Ultimamente lo smaltimento di vecchie automobili sta diventando un problema crescente e prima o poi il costo dello smaltimento sarà responsabilità del produttore, con un conseguente aumento dei prezzi delle auto stesse.
La fibra di canapa è forte come quella di vetro, con il vantaggio di essere un prodotto naturale: è rinnovabile (si ricicla al 100%), non richiede l’uso di molta energia nel trattarla e quando brucia non consuma più anidride carbonica di quanta la pianta ne abbia assorbita durante la sua crescita (anidride carbonica neutra).
Nei primi anni ’30, come è noto, Henry Ford ideò e costruì un’automobile quasi completamente in fibre e parti plastiche di canapa (modello Ford T), finestrini compresi. Una particolarità molto interessante di questo modello era la sua totale alimentazione a base di etanolo di canapa, il quale presenta un impatto ambientale nettamente inferiore a quello del petrolio e dei suoi derivati.
PLASTICHE BIODEGRADABILI
Ovunque voi andiate su questo pianeta, uno dei maggiori effetti deturpanti ed inquinanti dei paesaggi naturali è la plastica. Grazie alla canapa sarebbe possibile produrre una tipologia di plastica biodegradabile. Il processo brevettato tratta ogni cellula della struttura come se fosse un chicco di mais da pop-corn. Ogni cellula esplode, separandosi e rilasciando materiali fibrosi interni dal resto. Il prodotto raffinato dà origine ad un materiale efficace nell’assorbire altre sostanze come resine, agenti leganti e tinture.
USO MEDICO
Numerose ricerche evidenziano che la cannabis può essere molto utile in svariati ambiti medici, dalla cura di patologie ad un più naturale alleviamento dei dolori e dei sintomi causati da malattie gravi quali: spasticità, sclerosi multipla, Parkinson, dolori derivanti da chemioterapia, glaucomi, epilessia, asma ed alcuni sintomi psichiatrici.
IMPORTANTE
La canapa può essere coltivata legalmente chiedendo la delega alle autorità locali, purché i semi siano di origine controllata, ovvero non producano THC (principio attivo dell’effetto psicotropo della cannabis).